/ˈkattso/
Origine(sostantivo, interiezione) probabilmente per contrazione dal latino căp(ĭ)t(ĭ)ŭm, derivato di căpŭt (da cui per esempio anche lo spagnolo cabeza), "relativo alla testa"; nel tardo impero indicava il cappuccio, da cui per analogia il glande e poi per estensione tutto il pene. Deriverebbe anche, sempre dal latino, da cattia, che significa mestolo, dato che era inizialmente in forma femminile, ovvero cazza, e un sonetto di Rustico Filippi cita così: "Fastel del messer fastidio della cazza", l'equivalente odierno di rompicoglioni o rompicazzo. Un'altra ipotesi è che la parola sia collegata al verbo latino capitiare, che significherebbe cacciare nel senso di infilare.
- interiezione usata per esprimere sorpresa o rabbia
“cazzo, ho mancato il bersaglio!”
“cazzo, avevo appuntamento alle 17.00 dal dottore!”
- usato per enfatizzare il senso della frase
“cosa cazzo vuoi?”
“chi cazzo lo dice?”
“dove cazzo andiamo ora?”
- form-ofindicativo presente, prima persona singolare del verbo cazzare