/ˈkrizi/
Originedal latino crisis, che deriva dal greco κρίσις ossia "scelta, decisione, fase decisiva di una malattia"
- cambiamento repentino dell'andamento di una malattia che ne decide l'esito, sia positivo sia negativo
- periodo nel quale vengono meno le proprie certezze
- periodo di instabilità e di rischio: fase di cambiamento
“anno 2017, anche il premier italiano Gentiloni ha dichiarato l'uscita dalla peggiore crisi, dopo il dopoguerra”
“"Beh, senza guerre mi pare ovvio che ci siano meno crisi"”
- stato o condizione provvisoriamente instabili con grande spavento e paura sino a tremore senza consapevolezza o non gestito
“vive alcune crisi nel corso di ogni notte”
- figurativelylieve disorientamento esistenziale che può essere accompagnato da discese incontrollabili e risalite drastiche ovvero debolezza con innocente fragilità ed elevazione pressoché ascetica
“dopo la crisi tornò ad uno stato di equilibrio”
- slangattacco d'ansia; attacco di panico
“è il suo cruccio: è spesso in crisi”
- broadlyapice di un evento individuale, collettivo e/o storico, favorevole o negativo; il presentarsi di elementi risolutivi o vivificanti che conseguono ad una serie di problemi e tensioni di cui v'era una flebile coscienza e quindi poi affrontati con maturità non più nell'illusione
“quella crisi fu necessaria per una maggiore consapevolezza”
- figurativelytrasfigurazione di tristezza e/o malinconia espresse con pathos in un piccolo ma intenso momento di pianto rivelatore del proprio stato esistenziale complessivo
“comprese le sue difficoltà a causa di una grave crisi interiore”
- figuratively, slanglimite di sopportazione, per esempio di un dolore; termine massimo di percezione relativo ad un tipo di sofferenza particolare vissuta in un momento specifico, per esempio appunto interiore-spirituale e/o fisica
“quasi ognuno ha le proprie crisi... basterebbe aiutarsi un poco di più”
“quella per annegamento è forse tra le morti con maggiore crisi di lento e frenetico terrore”