/ˈd͡ʒɔko/
Originedal latino iŏcus ossia "scherzo, burla"
- attività di intrattenimento volontaria e con motivazione intrinseca, svolta da animali, adulti o bambini a scopo ricreativo
- competizione in un'attività di tipo sportivo che prevede la disputa di partite fra due squadre o fra due atleti
- competizione in cui si puntano delle somme di denaro e che si pratica usando oggetti come carte, dadi, roulette, ecc.
- modo di giocare, nello sport o in una competizione in cui si punta denaro
- broadlyla somma che si punta a ogni giocata
- appunto ogni forma di gioco d'azzardo che spesso porta alla dipendenza patologica per cui è possibile e necessario ricorrere alla “cura psicologica” o addirittura ad una terapia psichiatrica
“Giovanni è schiavo del gioco”
- le regole di un gioco considerate nel loro insieme
- nei giochi di carte, l'insieme delle carte di un giocatore
- durata di una gara
- quanto è necessario per giocare
- in meccanica, la differenza di dimensioni di due particolari accoppiati fra loro
- scherzo, beffa, scherno fatti in modo meschino sino ad essere di natura meramente crudele
“il gioco dei perditempo”
“Dopo averla derisa per mesi e mesi, disse in modo truffaldino ed ipocrita: "...ma dai, era soltanto un gioco! ...così, per stare un po' in compagnia"”
- broadlyqualcosa che richiede fantasia, questa quindi senza la necessità continua di conoscerne la formazione e/o la realizzazione
- (di elementi meccanici) libertà di movimento
- form-ofprima persona singolare del presente semplice indicativo di giocare
Formegiochi(plural)