/ˈpolso/
Originedal latino pŭlsus cioè "battito, pulsazione", a sua volta derivato del verbo pello, "battere, spingere"; in latino denotava appunto il battito cardiaco, poi passato in italiano, per metonimia, ad indicare la parte del braccio in cui esso è più facilmente udibile
- la parte terminale del avambraccio, subito prima dell'attaccatura della mano, nella quale le ossa di tali arti si uniscono tramite una complessa struttura di legamenti, che ne consentono l'articolazione
“si è rotto il polso”
“il polso di un essere umano in buone condizioni è capace di flettersi sia lateralmente che verticalmente al proprio asse”
- la ritmica vibrazione prodotta dal battito del cuore, quale può essere auscultata in prossimità nella parte terminale del braccio, dove sono maggiormente esposte l'arteria brachiale e le vene ulnare e radiale
“il medico prese accuratamente nota del polso del paziente (o semplicemente prese il polso)”
“non sento più il polso, temo il ferito sia morto”
- broadlylembo finale della manica lunga di una giacca
“il polso di questa giacca è troppo stretto”
- figurativelycapacità di ricevere rispetto e di imporre la propria autorità
“il ragazzo non ha polso, non lo rispetta nessuno”
“ci vuole polso per gestire una squadra”
Formepolsi(plural)